Barolo Perno Sordo, la verticale

Abbiamo già parlato dell’azienda Sordo raccontando la degustazione dei suoi 8 cru di Barolo. Avendo già compreso quale sia l’attenzione nella conduzione del vigneto e la filosofia produttiva in cantina, vedremo oggi come evolve il suo vino, raccontando nello specifico ben cinque annate di uno dei suoi cru più rappresentativi, il Barolo Perno.

La frazione di Perno si trova nell’area nordorientale del territorio comunale di Monforte d’Aba, una quindicina di chilometri a sud di Alba e incuneato tra i comuni di Castiglione Falletto e Serralunga d’Alba. Oltre ad essere una delle Menzioni Geografiche del Barolo, è storicamente una delle aree più prestigiose e vocate dell’intero territorio di Monforte d’Alba. L’esposizione del vigneto è a sud-est, soleggiata e sempre ventilata, ad un’altitudine compresa tra i 270 e i 400 metri sul livello del mare. A Perno il terreno è tufaceo con strati di terra rossa marnosa. Il sottosuolo è costituito da sassi e roccia detritica cementata da componenti sabbiosi, argilla e microelementi risalenti al periodo Elveziano, a oltre quindici milioni di anni fa e originato dal sollevamento del mare. Nella sottozona di Perno si riscontrano i massimi valori di fosforo e potassio del comparto.

L’Azienda Giovanni Sordo ne possiede una parcella che si estende per circa 7 ettari. Il vigneto ha un’età media di 30 anni, con una densità di 4000 ceppi per ettaro e una resa inferiore agli 80 quintali. Dopo la vendemmia, una volta entrata in cantina l’uva viene diraspata, pigiata e quindi avviata alla vinificazione. Il processo di fermentazione avviene in vasche di acciaio inox a temperatura controllata. Segue una lunga macerazione a cappello sommerso, dalle 4 alle 7 settimane a seconda delle annate. La fermentazione malolattica si inizia naturalmente ad una temperatura controllata di 20° C. Dopo la svinatura, il Barolo Perno viene conservato in acciaio inox per circa 2-4 mesi e lasciato maturare in botti di Slavonia di grandi capacità per 24 mesi. Il vino affina ancora in acciaio inox dai 4 ai 6 mesi e poi in bottiglia per altri 6 mesi.

Passiamo ora al racconto della verticale.

Barolo Perno 2018

Millesimo con abbondanti piogge fino a maggio e temperature nella media con un picco di calore ad inizio agosto. Settembre caldo, con variazioni termiche tra notte e giorno contenute. Sbalzi termici importanti si sono avuti tra fine settembre ed inizio ottobre, con conseguenti aumenti nelle gradazioni zuccherine, un’accelerazione della maturazione fenolica e il raggiungimento di un ottimale livello di acidità, ottenendo quindi eccellenti parametri vendemmiali.

Di colore rosso rubino, profondo al centro del bicchiere e con bagliori granata, al naso avvertiamo un ampio ventaglio di sentori, dalla violetta alla frutta matura come mirtilli, prugna e visciola, a toni cioccolatosi, quindi tabacco, rovere e sfumature mentolate e speziate. In bocca è un vino di struttura, caldo con una bella e pronunciata trama tannica, ancora molto dinamico. Ottima la persistenza gusto-olfattiva con retrolfatto di liquirizia.

Barolo Perno 2015

Le nevicate invernali hanno favorito la costituzione di riserve idriche nel terreno, anche se il ciclo vegetativo è stato anticipato con una minore allegagione della vite. L’estate si è caratterizzata per il caldo al di sopra della media che, per via delle riserve idriche accumulate, non ha determinato significativi fenomeni di stress nelle piante. Annata nella norma con uve perfettamente sane.

Vino dal colore rosso rubino luminoso con abbondanti riflessi granata. Naso ricco di profumi, apre con sentori floreali di violetta e fruttati di mirtilli in confettura; avvertiamo quindi sfumature terziarie come fondo di caffè, menta e chiodi di garofano. Il palato è austero, con tannini possenti e rotondi che si legano alla sapidità e alla freschezza. Vino dal finale lungo con ritorni balsamici.

Barolo Perno 2013

L’inizio del ciclo vegetativo della vite è stato condizionato dall’avvio stentato della primavera, dalle basse temperature di marzo ed aprile con abbondanti precipitazioni fino a tutto maggio. Da giugno le condizioni atmosferiche sono gradualmente migliorate, con un’estate molto positiva per la fisiologia delle piante. Ciononostante, la vite non è riuscita a recuperare il ritardo nello sviluppo vegetativo accumulato nei mesi precedenti, con vendemmia del Nebbiolo a fine ottobre.

Di colore rosso rubino con ampi riflessi granata, il bouquet olfattivo è ampio e composito. Attacco fruttato di confettura di prugne e ciliegie che si armonizza perfettamente a sentori terziarizzati di tabacco, torrefazione, speziati di cannella e vaniglia, quindi sottobosco, menta e liquirizia nel finale. In bocca il vino è caldo e austero, con tannini levigati, una grande mineralità e la freschezza che avvolge l’intero cavo orale. Nonostante il decennio trascorso, questo vino ha appena intrapreso il suo lento percorso evolutivo. Chiude persistente su toni ancora mentolati.

Barolo Perno 2012

Inverno freddo fino a febbraio, con abbondanti nevicate che hanno contribuito a creare una buona riserva idrica, ma anche a generare una ritardata ripresa vegetativa. Questo inverno, insieme ad una piovosa primavera, ha causato una minore allegagione della vite. Dopo una calda estate e le importanti escursioni termiche autunnali, la vendemmia del Nebbiolo ha avuto luogo ad ottobre.

Veste color granata con bagliori rubino di questo vino ampio e composito nei profumi. I toni di frutta rossa in confettura si armonizzano meravigliosamente alle note terziarie, come sottobosco, cacao, tabacco, e agli accenni mentolati e speziati di cannella. L’ingresso al palato è caldo, avvertiamo una bella la trama tannica e un’acidità ed una sapidità molto ben presenti con un’ottima persistenza su toni di liquirizia.

Barolo Perno Riserva 2009

La Riserva del Barolo Perno affina ameno un anno in più in legno rispetto ai precedenti campioni degustati. Nel corso del 2009 le abbondanti nevicate invernali e l’inizio piovoso della primavera hanno garantito una riserva idrica di fondamentale importanza per l’estate. Non si sono così verificati fenomeni di stress idrico, dovuti al gran caldo e alla quasi assenza di piogge che si sono verificati durante il periodo estivo. Le uve hanno raggiunto un’ottima maturazione fenolica e tecnologica, con concentrazioni di acidi al di sotto della media.

Il vino si presenta nel bicchiere con un colore granato profondo. Al naso è ampio e con sentori di rosa appassita, more e mirtilli in confettura che si armonizzano ai toni terziari di spezie dolci, funghi e sottobosco. Emergono quindi note più scure come tabacco e sbuffi di china. Al gusto è austero, di corpo con possenti tannini ed una importante componente fresco-sapida. Bella la chiusura lunga e mentolata. Vino che ha ancora una lunga strada davanti a sé.

Bellissima verticale di questo Barolo Perno, rappresentativo uno dei più bei cru di Barolo di Monforte d’Alba. Vino importante che nonostante le differenze nelle annate, mantiene il carattere del territorio, austero e minerale, garanzia di altissima qualità e di indefinita capacità evolutiva. Quando si partecipa a queste esperienze, ci si augura di poter riassaggiare ancora il vino in futuro, possibilmente .. allungando la verticale con altre annate.

pubblicato in:
Vino Rosso

Amante del vino, Sommelier AIS ed esperto di marketing

Prima per me il vino era bianco o rosso, ogni tanto una via di mezzo, talvolta aveva le bollicine o era dolce. Poi ho iniziato questo viaggio nella conoscenza del vino, delle sue moltissime espressioni e tipologie, degli innumerevoli territori vocati. Ho incontrato personaggi meravigliosi, con cui è sempre possibile stupirsi, talvolta emozionarsi, degustando un calice di vino.

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