Può lo Chardonnay avere sapori e aromi così puri e distintivi? Nella regione settentrionale della Borgogna, dove i viticoltori combattono un clima continentale freddo e il suolo è composto da calcare millenario, lo Chablis offre un’espressione sorprendentemente secca e verticale del vitigno bianco più popolare al mondo.
Chablis è il nome della cittadina del dipartimento della Yonne incastonata tra Parigi e Beaune; è anche sinonimo di un terroir unico, posto nella parte più settentrionale della Borgogna vitivinicola,affacciato sulle sponde del fiume Serein. Qui nasce un’interpretazione raffinata dello Chardonnay: secco e verticale, in grado di offrire una freschezza gustativa estrema e una pulizia senza eguali.
Chablis: una storia travagliata
La denominazione è stata oggetto di fortune alterne nella sua popolarità, nel XIX secolo conobbe un enorme successo grazie alla prossimità all’importante mercato rappresentato dalla città di Parigi e alla facilità di trasporto per via fluviale. Tuttavia, l’arrivo dell’Oidio e della Fillossera, unito alla concorrenza del sud della Francia favorita dalla nuova linea ferroviaria Parigi-Lione-Marsiglia, segnò un drammatico calo della domanda, con un crollo della superficie vitata da 40.000 a 500 ettari.
La superficie vitata è tornata lentamente ad aumentare dopo il 1950 fino per raggiungere gli attuali 5.800 ettari circa; un “rinascimento” dovuto alla combinazione di due fattori: la crescente preferenza dei consumatori per vini freschi e la capacità dei viticoltori di fronteggiare in modo adeguato le gelate primaverili come riscaldatori a combustione, irrigazione antigelo, teli protettivi e tecniche di potatura tardiva.
Il terroir di Chablis: clima freddo e suoli antichi
Diversi elementi hanno influenzato e tuttora influenzano la produzione di vino della regione, su tutti il clima freddo continentale, con inverni rigidi a cui seguono estati calde, combinazione che gioca ogni anno un ruolo cruciale per determinare la qualità e la quantità di vino prodotto. Non deve quindi sorprendere come fattori ambientali incidano in modo rilevante sulla variabilità nelle annate.
Il livello di precipitazioni medie si attesta su 650-700 mm annui, distribuite durante la stagione, rendendo la regione prona alla diffusione di funghi e marciumi. Autunni solitamente asciutti e soleggiati, uniti alla grande escursione termica tra notte e giorno consentono la piena maturazione fenolica delle uve. La regione è anche soggetta a gelate primaverili e grandine, che possono causare effetti particolarmente negativi sul raccolto.
Kimmeridgiano vs. Portlandiano: il segreto del suolo sedimentario
Il suolo di Chablis è unico, di origine sedimentaria. L’area si trovava sotto il livello del mare e nei millenni si è depositato il materiale che oggi costituisce il suolo e sottosuolo, quest’ultimo composto principalmente da calcare formatosi in due ere differenti, che hanno dato vita a due tipologie di suolo.
Il primo tipo si è formato 150 milioni di anni fa ed è conosciuto come Kimmeridgiano, costituito da marne grigie e calcare, spesso include fossili della conchiglia Exogyra virgula. Questo terreno si trova principalmente nei vigneti di Chablis, Chablis Premier Cru e Chablis Grand Cru.
Il secondo tipo di terreno si è formato in un’epoca più recente ed è chiamato Portlandiano, considerato un terreno più duro con poca argilla, senza alcun fossile ed è tipico dei vigneti Petit Chablis.
La gerarchia della Denominazione: da Petit Chablis a Grand Cru e le loro differenze
La denominazione Chablis permette una sola varietà, Chardonnay, e segue una gerarchia che si fonda sulla posizione ed esposizione dei vigneti; è in ordine di qualità crescente come segue:
- Petit Chablis
- Chablis
- Chablis Premier Cru
- Chablis Grand Cru
I vigneti di Petit Chablis tipicamente hanno esposizione a nord e si trovano nelle zone più pianeggianti oppure ad altitudini maggiori, quelli denominati Chablis sono su leggeri pendii ed anch’essi hanno esposizione a nord, mentre quelli Premier Cru sono su pendenze più ripide con esposizione a sud o sud-est; l’unico vigneto classificato Grand Cru si affaccia a sud-ovest, sulla riva destra del fiume Serein.
Attualmente esistono 47 Climats (o parcelle di vigneto), 40 dei quali sono classificati come Chablis Premier Cru. Ciascuno vanta un nome e un’identità distintiva, elementi che vengono regolarmente menzionati in etichetta.
Tutti i vini sono secchi, tipicamente di medio corpo, caratterizzati da elevata acidità, con nessuna o al massimo una delicatissima influenza dovute all’impiego di legno, utilizzato perlopiù da alcuni produttori di Premier e Grand Cru per la fermentazione e/o la maturazione.
A causa del clima rigido la Chaptalisation è pratica comune tranne nelle annate più calde. Solitamente la fermentazione e la maturazione dei vini è svolta in acciaio o in cemento, la fermentazione malolattica è diffusa, così come la sosta sulle fecce fini, praticata per amplificare la struttura del vino.
Chardonnay in Chablis, purezza e note di pietra focaia
Chardonnay: varietà a bacca bianca dal germogliamento e dalla maturazione precoci, si adatta bene anche ai climi freddi, con il rischio di essere soggetta a gelate primaverili; il profilo dei vini prodotti in queste condizioni climatiche solitamente presenta aromi di mela, pera, limone con sottili note di pietra focaia.
Profilo del produttore: Simonnet-Febvre
Fondata nel 1840 e ora parte del gruppo Louis Latour, Simonnet-Febvre è una tenuta di riferimento che produce vini dal Petit Chablis al Grand Cru.
Le viti utilizzate per produrre questo vino hanno in media 35 anni e sono coltivate su terreni di origine Kimmeridgiana e Portlandiana, i vigneti hanno esposizione a sud e a ovest.
La fermentazione avviene in vasche di acciaio inox a temperatura controllata (17-21°C); il vino matura poi per 12 mesi sulle fecce fini prima di essere imbottigliato e commercializzato.
Note di degustazione


Chablis Premier Cru A.O.C. – Vaillons – 2019
100% Chardonnay
Il nome del Climat Vaillons deriva dalla parola latina vallis che significa “piccola valle”’ ed è chiaramente indicato sull’etichetta. Si trova sulla riva sinistra del fiume Serein ed è stato uno dei primi Climat ad essere classificato Premier Cru su quella sponda del fiume. È uno dei Climat più grandi tra i vigneti Premier Cru, e può essere considerata una deominazione ad “ombrello” che al suo interno e ne ricomprende otto:
- Les Lys, Sécher, Vaillons, Chatains e Beugnons si trovano nella parte più alta della collina.
- Les Epinottes, Roncières e Mélinots si trovano nella parte inferiore.
Il vino cattura immediatamente l’attenzione con il suo delicato colore giallo paglierino. Al naso, offre una decisa intensità aromatica, un bouquet complesso che stratifica delicate note floreali (fiori bianchi, gelsomino, acacia e caprifoglio), su un vivace nucleo agrumato (lime, limone, pompelmo), che è ulteriormente arricchito da sfumature di frutta a polpa gialla e bianca (mela, pera, mela cotogna), e da una succosa nettarina.
Al palato è secco, dotato di un’acidità elevata e ben definita, che ben si bilancia con il moderato tenore alcolico, oltre a snellirne il corpo; la risoluta intensità gustativa rispecchia appieno la complessità aromatica. Il finale è appagante e lungo. Vino ideale abbinato ad asparagi fritti con burrata e pomodorini.
L’essenza della purezza di Chablis
Lo Chablis Premier Cru “Vaillons” 2019 di Simonnet-Febvre cattura ed esprime alla perfezione il legame tra il clima freddo della regione e il suo suolo Kimmeridgiano e Portlandiano. Grazie a tecniche di vinificazione moderne e meticolose, questo Chardonnay raggiunge una freschezza e una purezza estreme, ineguagliabili altrove. Assaggiare questo vino significa mettere alla prova l’essenza dello Chablis.
Per maggiori informazioni sul vino degustato, visita il sito del produttore: Maison Simonnet-Febvre
Ti è piaciuto questo articolo? Condividilo ora!
Hai già avuto modo di assaggiare questo vino? Lascia un commento e facci sapere cosa ne pensi.

