Mazzì 2021, la conferma di Rosa del golfo

Rosa del Golfo, azienda vitivinicola salentina con una storia che va indietro nel tempo per oltre due secoli. È nota per i vini di altissima qualità prodotti con uve autoctone. Tra questi, raccontiamo oggi il Mazzì, vino rosato prodotto per il 90% da Negroamaro e il restante 10% da Malvasia Nera leccese, nome evocativo anche del vigneto e della contrata di Alezio, comune dove si trova l’azienda.

Il Salento è un territorio che vanta una lunga storia nella produzione del vino, in particolar modo del vino rosato. La famiglia Calò ha deciso di destinare il più importante cru aziendale alla vinificazione in rosato, scelta per niente scontata che racconta chiaramente l’orientamento dell’azienda a valorizzare il territorio e le sue tradizioni. Il vigneto da cui provengono le uve è condotto ad alberello pugliese, con vecchie piante che superano il mezzo secolo. Il terreno è prevalentemente argilloso e calcareo, con terra rossa ricca di ferro. Le rese sono basse, inferiori ai 40-50 quintali per ettaro con rendimento di 25-30 litri di vino per quintale d’uva.

E il Mazzì, considerato un vino sperimentale fino a qualche anno fa, sfata definitivamente il tabù sulla non opportunità – se non impossibilità – di affinare in legno un vino rosato. Il vino, Infatti, fermenta in tonneau da 550 litri fabbricate con legni differenti, fra cui acacia, ciliegio, castagno e rovere. La vinificazione avviene con il tradizionale metodo a lacrima, con la fermentazione alcolica svolta da lieviti autoctoni in fermentini di cemento. Si tratta di un breve contatto delle bucce con il mosto che avviene senza rottura del cappello a temperatura controllata che si mantiene tra i 15 e i 18°C. Il mosto resta a contatto con le fecce per 24-36 ore, in modo che il vino assuma la classica colorazione corallo prima della svinatura. Al termine della vinificazione, il Mazzì resta nelle botti ancora per circa 6 mesi.

Da un punto di vista climatico, il 2021 è stata un millesimo molto caldo, con una temperatura superiore di quasi 2°C rispetto al trentennio 1991-2020. Anche le precipitazioni sono state particolarmente scarse nel corso dell’anno, con l’ultima pioggia prima della vendemmia risalente all’Epifania .. annata difficile che rende ancora più straordinario il risultato finale.

Passiamo alla degustazione del vino.

Cristallino e di un bellissimo colore rosato corallo intenso, con venature carminio, è un vino con un naso ampio e intrigante. Percepiamo sentori fruttati di ciliegia, mirtilli e lampone, che si fondono mirabilmente con i floreali di rosae violetta. Emergono quindi note di erbe mediterranee e di una delicata speziatura dolce. In bocca la morbidezza equilibra la freschezza ma soprattutto la sapidità, tratto saliente di questo sorprendente rosato. Il passaggio in legno conferisce una percettibile astringenza, dovuta dal tannino ceduto dal legno. Molto persistente la chiusura con retrolfatto ancora su note di frutti di bosco.

Vigoroso e rinfrescante, il Mazzì è un vino rosato importante, esperienza di successo frutto di un cammino lungo un ventennio. Il Mazzì 2021 si può bere subito o attenderlo per qualche anno in cantina, accompagnando preparazioni strutturate di pesce o primi piatti come pasta alla matriciana.

pubblicato in:
Vino Rosato

Amante del vino, Sommelier AIS ed esperto di marketing

Prima per me il vino era bianco o rosso, ogni tanto una via di mezzo, talvolta aveva le bollicine o era dolce. Poi ho iniziato questo viaggio nella conoscenza del vino, delle sue moltissime espressioni e tipologie, degli innumerevoli territori vocati. Ho incontrato personaggi meravigliosi, con cui è sempre possibile stupirsi, talvolta emozionarsi, degustando un calice di vino.

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