Monteverro, bordolese di Maremma

La Tenuta di Monteverro nasce nel 2003, vicino a Capalbio, nella zona meridionale della Maremma Toscana. L’obiettivo dei proprietari, Georg e Julia Weber, di Monaco di Baviera, era quello di produrre un vino importante con uve bordolesi, in questa terra ricca di cultura e tradizione.

La tenuta si estende su tre colline per una superficie di circa 60 ettari, ad un’altezza compresa tra i 30 e gli 80 metri sul livello del mare. Il territorio si caratterizza per i tipici pendii dal terreno argilloso e sassoso. Dai vigneti è possibile vedere il Mar Tirreno, distante appena cinque chilometri, che assicura una brezza costante per tutto l’anno. A Ovest si erge l’imponente Monte Argentario, mentre ad una decina di chilometri a Sud-Est è situato il confine con il Lazio.

Salendo sulle colline i vigneti cedono il passo alla macchia mediterranea, vegetazione costituita da arbusti sempreverdi ed erbe aromatiche, tra cui la lavanda, la ginestra, il rosmarino e il timo. Questo è anche l’ecosistema di diverse specie animali, tra cui il cinghiale a cui deve il nome la Tenuta Monteverro. Verro è infatti il nome con cui in questa regione si indica il cinghiale che trova il suo habitat ideale nella macchia circostante il piccolo comune di Capalbio.

Per favorire la biodiversità di questi luoghi, soltanto 35 dei 60 ettari della tenuta sono stati condotti a vigneto, mentre un’altra consistente porzione è stata lasciata allo sviluppo naturale degli ulivi e, appunto, della macchia mediterranea. La proprietà comprende inoltre un lago naturale circondato da antiche querce da sughero.

Una parte della cantina è stata ricavata all’interno della collina, per sfruttare la naturale refrigerazione di una struttura interrata. La cantina è stata costruita per favorire la lavorazione delle uve, nel rispetto dell’ambiente, integrando l’agricoltura sostenibile, molto lavoro manuale e le tecnologie all’avanguardia.

Il vino che esprime in modo migliore il terroir di Capalbio e che ha consentito di raggiungere l’obiettivo dei proprietari è il Monteverro, un classico taglio bordolese prodotto con Cabernet Sauvignon, Cabernet Franc, Merlot e Petit Verdot provenienti dalle migliori parcelle della tenuta.

Il vigneto ha una densità d’impianto molto importante, oltre 7500 ceppi per ettaro, garantendo una competizione tra le piante e un miglior profilo qualitativo dei grappoli. La vendemmia è manuale, con data di raccolta che varia in funzione del vitigno, della sezione di parcella e dell’andamento climatico dell’annata. Le uve sono oggetto di una rigorosa selezione durante il periodo vendemmiale.

In cantina la fermentazione alcolica è naturale e avviene in vasche di acciaio inox e in barrique, con follature esclusivamente manuali. Ogni parcella è vinificata separatamente e oggetto di un’accurata valutazione durante l’assemblaggio. Dopo la svinatura, il vino affina in barrique nuove al 70% per 24 mesi, quindi viene imbottigliato senza filtrazione.

Prodotto in quantità limitate, ne abbiamo apprezzato le qualità e la sua capacità evolutiva durante la degustazione di una verticale di quattro annate. Vediamo com’è andata

Monteverro 2021 – Cabernet Sauvignon 45%, Cabernet Franc 40%, Merlot 10%, Petit Verdot5%

Dopo la gelata del 7 e 8 aprile, contrastata con l’accensione di balle di fieno, la primavera è stata secca, con temperature inferiori alla media. Si è registrato un ritardo nel germogliamento e nelle fasi fenologiche successive fino a luglio. La maturazione ha subito un’accelerazione con il caldo di agosto, con vendemmia del Merlot a fine mese e raccolta dei Cabernet e del Petit Verdot tra il 10 e il 24 settembre.

Di colore rubino profondo e compatto, consistente nel bicchiere. Naso inizialmente chiuso, con sentori floreali di rosa e violetta, quindi fruttati di mirtillo e ciliegia. Aspettando emergono nel bicchiere note di erbe aromatiche come timo e rosmarino, quindi una leggera speziatura. L’ingresso in bocca mostra tutta la gioventù del campione, evidenziando una veemente freschezza ed un tannino ruvido ma importante, non ancora ben amalgamato nella massa. Chiude lungo su toni di liquirizia.

Monteverro 2020 – Cabernet Sauvignon 45%, Cabernet Franc 40%, Merlot 10%, Petit Verdot5%

Il 2020 si è caratterizzato per un inverno mite e piovoso, con germogliamento ad inizio aprile. Il buon clima primaverile ha consentito un favorevole sviluppo vegetativo. Da fine aprile è iniziato un periodo secco con temperature superiori alla media e conseguente riduzione delle dimensioni degli acini. Dopo il caldo luglio, il Merlot è stato raccolto intorno al 20 agosto. Per via di un temporale di fine mese, la vendemmia dei Cabernet e del Petit Verdot è stata posticipata al 20 settembre.

Rubino scuro con unghia appena scarica, vino di struttura molto simile alla vista al precedente campione. All’olfatto avvertiamo alcune note giovanili di fiori e frutta rossa come cassis e amarena; quindi, tocchi di pepe nero, sfumature di tabacco e grafite con una chiusura di liquirizia. Al palato, prevalgono ancora le note dure, con acidità e tannino in evidenza non ben bilanciati dall’alcol, comunque ben presente. Vino persistente con note mentolate nel finale.

Monteverro 2019 – Cabernet Sauvignon 45%, Cabernet Franc 40%, Merlot 10%, Petit Verdot5%

La stagione 2019 è cominciata in ritardo, con germogliamento ad inizio aprile. Il ritardo è proseguito in primavera con temperature inferiori a 18°C e precipitazioni diffuse. Da giugno le piogge sono cessate, con crescita delle temperature a luglio. La vendemmia è stata tardiva, con il Merlot raccolto dal 4 settembre. La vendemmia dei Cabernet e del Petit Verdot, iniziata dal 12 settembre ed interrotta per un temporale, si è conclusa il 1° ottobre.

Anche questo campione è rubino, con unghia color granata. Al naso si dimostra subito elegante e di straordinaria complessità. Dalle note di violetta si passa ai mirtilli, alla confettura di mora e ribes ma comincia a delinearsi un principio di terziarizzazione, con ben percettibili sentori di fungo, sottobosco e note di cioccolato e menta. In bocca è ancora giovane, ma la morbidezza comincia a bilanciare il profilo fresco-tannico del vino. Monteverro figlio di un’annata favorevole e che avrà certamente una lunga vita davanti a sé. Chiude lunghissimo su note di eucaliptolo.

Monteverro 2011 – Cabernet Sauvignon 40%, Cabernet Franc 30%, Merlot 25%, Petit Verdot5%

Ad un inverno molto piovoso, è seguita una primavera con temperature più alte con anticipo della gemmazione e della fioritura. L‘estate è stata fresca, con invaiatura regolare senza stress idrico. Accelerazione della maturazione in agosto con inizio di vendemmia del Merlot il 19 del mese. I Cabernet e il Petit Verdot sono stati raccolti tra il 15 e 26 settembre.

Vino color granato di bella lucentezza. Naso profondo e complesso, con note di confettura di prugna, quindi pepe, legno di liquirizia e felce. Dopo un po’ emergono dal calice sentori di oliva, cannella e tabacco dolce. Ingresso in bocca morbido, con un perfetto bilanciamento tra spalla fresco-sapida e glicerina, con un tannino appena polveroso ma comunque serico. Chiude su note di canfora.

Alla fine della degustazione, ho la consapevolezza di aver degustato un vino importante, universalmente riconoscibile ma anche espressione di un territorio altamente vocato. Un vino che dimostra di attraversare il tempo sottolineando le specificità delle singole annate.

pubblicato in:
Vino Rosso

Prima per me il vino era bianco o rosso, ogni tanto una via di mezzo, talvolta aveva le bollicine o era dolce. Poi ho iniziato questo viaggio nella conoscenza del vino, delle sue moltissime espressioni e tipologie, degli innumerevoli territori vocati. Ho incontrato personaggi meravigliosi, con cui è sempre possibile stupirsi, talvolta emozionarsi, degustando un calice di vino.

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