Rocche dell’Annunziata, il Gran Cru di Aurelio Settimo

Roma, mi trovo a “Nebbiolo nel Cuore”, forse la più importante manifestazione nella Capitale sul nobile vitigno, evento organizzato dall’agenzia Riserva Grande. Tanta gente, molti produttori tra cui incontro anche qualche amico. Mi fermo così al desk di Aurelio Settimo, nota azienda vitivinicola che opera nel Comune di La Morra.

L’Azienda produce il Barolo Rocche dell’Annunziata che, oltre a riportare il nome dell’importante frazione del Comune, è uno dei Grand Cru dell’intero comprensorio del Barolo. E Aurelio Settimo non può che essere la mia azienda di riferimento per questo importante terroir. Degusto così le tre annate di Barolo Rocche dell’Annunziata – tra cui la Riserva del millesimo 2016 – insieme a Davide Boasso, figlio di Tiziana Settimo, titolare dell’Azienda e figlia di Aurelio, il fondatore.

Il vigneto si estende per poco meno di sette ettari, di cui quasi sei a Nebbiolo da Barolo. Più della metà di questi si trova in Rocche dell’Annunziata, proprio intorno alla cantina. Il terreno è costituito da rocce sedimentarie composte da argilla, sabbia e calcare, altrimenti note come Marne di Sant’Agata. Il vigneto ha esposizione a sud – sud-ovest a un’altitudine di circa 300 metri sul livello del mare.

Oltre al territorio che permette la produzione di uno dei Barolo più celebri dell’intero comparto, meritevole di menzione è la filosofia produttiva che si basa sulla massima attenzione alla qualità del prodotto nel pieno rispetto della tradizione, mantenendo immutata la personalità del Nebbiolo.

Vi racconto la degustazione dei vini.

Barolo Rocche dell’Annunziata 2019

Il protrarsi della stagione invernale fino a febbraio ha causato un periodo di piogge e basse temperature fino a metà marzo. La ripresa vegetativa è stata regolare con abbondanti piogge e un notevole accumulo idrico nel suolo. Dopo un picco di caldo tra fine giugno e inizio luglio, la seconda ondata di calore è iniziata da fine luglio e terminata con i tipici temporale di tarda estate. Vendemmia del Nebbiolo da fine settembre con lieve calo della produzione a beneficio di qualità ed equilibrio. Il vino di questo millesimo ha maturato per 18 mesi in botte.

È un Barolo di colore rosso granato con bagliori rubino lucente che al naso presenta un ampio spettro olfattivo. L’attacco è fruttato e speziato, con piccoli frutti rossi, poi noce moscata e chiodi di garofano. Emergono quindi le tipiche note di viola, seguite da tabacco, sottobosco e liquirizia. Chiude su sensazioni balsamiche. Bocca piena, con tannini molto ben presenti e notevole acidità, segno di grande gioventù del campione. Lunga la persistenza, ancora su toni balsamici. Vino che dovrebbe maturare ancora un po’ in cantina.

Barolo Rocche dell’Annunziata 2018

Dopo il lungo l’inverno fino ad inizio marzo, con temperature inferiori alla media, il germogliamento è stato uniforme senza gelate tardive. Tra fine maggio ed inizio giugno si sono verificate numerose perturbazioni che hanno creato alcune difficoltà nella gestione del vigneto. Regolari sia la Fioritura che l’allegagione in condizioni climatiche ottimali. L’estate ha registrato alte temperature e tempo stabile, con maturazione delle uve avvenuta nei tempi consueti con vendemmia del Nebbiolo ad inizio ottobre.

Il colore è granato luminoso, di bellissima trasparenza. Suggestioni fruttate di mirtilli e amarena si uniscono a sensazioni balsamiche, spezie dolci, tabacco Kentucky e sottobosco in un quadro olfattivo di bella complessità. In bocca il vino evidenzia tannini ancora giovanili e una grande freschezza. Chiude con una lunga scia mentolata e minerale. È un Barolo classico che, come il precedente campione, andrebbe aspettato.

Barolo Rocche dell’Annunziata Riserva 2016

L’annata 2016 ha avuto un ciclo vegetativo molto lungo. Dalle temperature miti di inizio inverno, si è passati alle abbondanti precipitazioni che hanno favorito la formazione di un’importante riserva idrica. Il freddo tardivo ha poi causato un ritardo vegetativo e fenologico che è durato fino alla fine dell’estate. La vendemmia si è svolta a metà ottobre ed ha regalato un’uva eccellente sia dal punto di vista tecnologico che fenologico. L’andamento climatico è stato nel complesso eccezionale. Essendo una riserva, il vino ha trascorso 28 mesi in botti e 12 mesi di bottiglia.

Il vino si presenta con un colore granato pieno, mostra subito un ventaglio olfattivo di rara ampiezza. Avverto dapprima intense note balsamiche, quindi sentori terziarizzati di cuoio, tostati di caffè, spezie scure, liquirizia e ciliegia sottospirito. Bocca vigorosa, con tannini che cominciano ad essere integrati e un’acidità ancora impetuosa. Chiude molto persistente su note minerali. Vino che ha ancora una lunga vita davanti a sé.

Barolo di ottima fattura, anche se nel complesso ancora molto giovani. Esprimono un grande territorio, quel Rocche dell’Annunziata che dimostra ancora una volta tutto il suo valore.

pubblicato in:
Vino Rosso

Amante del vino, Sommelier AIS ed esperto di marketing

Prima per me il vino era bianco o rosso, ogni tanto una via di mezzo, talvolta aveva le bollicine o era dolce. Poi ho iniziato questo viaggio nella conoscenza del vino, delle sue moltissime espressioni e tipologie, degli innumerevoli territori vocati. Ho incontrato personaggi meravigliosi, con cui è sempre possibile stupirsi, talvolta emozionarsi, degustando un calice di vino.

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