Abbiamo già incontrato l’azienda vitivinicola Giovanni Sordo, storica cantinadel comprensoriodel Barolo. Dell’azienda, che si estende per 53 ettari, abbiamo raccontato la degustazione dei suoi 8 cru di Barolo e la splendida Verticale di Barolo Perno., Discuteremo oggi del cru Ravera e di una verticale di questo Barolo del comune di Novello, provando a capire come il vino evolve anche in base alle caratteristiche del territorio dove sono impiantate le vigne. Scopriremo che il cru Ravera è molto differente da Perno, oggetto del precedente racconto.
La Menzione Geografica Aggiunta (MGA) Ravera si estende quasi esclusivamente nel comune di Novello, con un piccolo sconfinamento in quello di Barolo. Dal punto di vista geologico, Ravera è un territorio appartenente alla formazione del Tortoniano, emerso in epoca assai più recente rispetto, ad esempio, a Perno che ha avuto origine nel periodo Elveziano. Si tratta di terreni abbastanza sciolti e ricchi, costituiti da marne biancastre poggiate su strati più compatti di marne grigio brunastre.
Le vigne di Nebbiolo da Barolo della parcella dell’azienda Sordo, che si estende per 2,5 ettari circa, si trovano ad un’altitudine compresa tra i 420 e i 450 metri sul livello del mare, con esposizione sud-sudest. Il vigneto, che è condotto a controspalliera con sistema di potatura Guyot tradizionale, ha una ventina d’anni circa, con una densità d’impianto di 4000 ceppi per ettaro. La resa delle uve non supera gli 80 quintali per ettaro.
Dopo la vendemmia, una volta in cantina l’uva viene diraspata e avviata alla vinificazione. La fermentazione alcolica avviene in vasche di acciaio inox a temperatura controllata, seguita da una macerazione a cappello sommerso della durata variabile tra le 4 e le 7 settimane, in base all’annata. La susseguente fermentazione malolattica viene svolta ad una temperatura controllata di 20° C. Dopo la svinatura, il vino viene conservato in acciaio inox per alcuni mesi e lasciato maturare per due anni in grandi botti di Slavonia. Il vino affina ancora in acciaio inox per non oltre 6 mesi e poi in bottiglia per almeno altri 6 mesi.
Passiamo ora al racconto della verticale.
Barolo Ravera 2020
Inverno mite con scarse precipitazioni. Ad un inizio di primavera asciutta e soleggiata, che ha garantito una buona ripresa vegetativa, sono seguite le piogge di maggio e giugno, causa di una frenata nello sviluppo fenologico della vite. L’accumulo idrico nel terreno e le temperature estive non eccessive hanno evitato fenomeni di stress idrico. Gli sbalzi termici di settembre hanno permesso un rapido accumulo di polifenoli, insieme ad una costante maturazione tecnologica. Nebbiolo in condizioni ottimali alla raccolta ad inizio ottobre.
Di colore rosso granato, profondo al centro del bicchiere con unghia aranciata, il naso è ancora chiuso. Pian piano emergono profumi di violetta, dalla frutta rossa come ciliegia, mora e visciola, a sentori di liquirizia, spezie dolci, rovere e sfumature balsamiche. In bocca è un vino di struttura, caldo con una bella trama tannica e una pronunciata freschezza. Ottima la persistenza con retrolfatto di liquirizia.
Barolo Ravera 2019
Il rigore invernale è durato fino a febbraio con un susseguente periodo di piogge e basse temperature fino a metà marzo. La ripresa vegetativa si è contraddistinta da abbondanti piogge e da un conseguente accumulo idrico nel suolo. Al primo caldo di inizio estate, è seguita una grande ondata di calore di luglio inoltrato per concludersi con i temporali di fine stagione. Vendemmia da fine settembre con leggera riduzione della produzione a vantaggio di qualità ed equilibrio.
È un Barolo rosso granato luminoso con bagliori color arancio. Al naso percepiamo un ampio spettro di profumi, con gli iniziali sentori floreali di violetta, seguiti dai fruttati di mirtilli e prugne in confettura; quindi, sfumature terziarie come tabacco dolce e chiodi di garofano. Il palato è austero, con tannini potenti che si legano alla sapidità e alla freschezza. Vino dinamico dal finale lungo con ritorni mentolati.
Barolo Ravera 2013
il ciclo vegetativo della vite è stato condizionato dall’incerto inizio della primavera, con le basse temperature di marzo ed aprile ed importanti precipitazioni fino a fine maggio. Da giugno le condizioni atmosferiche sono lentamente migliorate, con un’estate favorevole per la fisiologia delle piante. Ciononostante, la vite non è riuscita a recuperare il ritardo fenologico accumulato, con vendemmia del Nebbiolo a ottobre inoltrato.
Vino di colore rosso granato cupo, il bouquet olfattivo è ampio e composito. Attacco fruttato di confettura di prugne e more che si legano ai sentori terziari di tabacco, torrefazione, speziati di pepe, quindi balsamico nel finale. In bocca il vino è caldo e austero, con tannini serici e una vibrante freschezza avvolgente che lo fa sembrare più giovane dei suoi oltre dieci anni. il vino, all’inizio del suo percorso evolutivo, chiude persistente su toni ancora balsamici.
Barolo Perno 2011
Il 2011 è stato un millesimo piuttosto precoce, generalmente con basse rese. L’inverno è stato regolare sia per le temperature che per le precipitazioni, a cui è seguita una primavera mediamente calda. D’estate si è registrata una grande variabilità termica, con le piogge di settembre che hanno permesso l’equilibrata maturazione sia tecnica che fenologica del Nebbiolo. Annata molto positiva per la sanità delle uve.
Nel calice il vino è di colore granato acceso con bordi arancio. Olfatto ampio, contoni di frutta rossa in confettura a cui seguono senza soluzione di continuità le note terziarie, come sottobosco, fondo di caffè, tabacco, e menta sul finale. L’ingresso al palato è caldo, con una bella la trama tannica e un’acidità ed una sapidità molto ben presenti. Ottima persistenza gusto-olfattiva con finale ancora mentolato.
La degustazione della verticale di Barolo Ravera della cantina Sordo è stata un’esperienza che ci ha consentito di scoprire il carattere di questo cru di Barolo. È stata l’occasione per comprendere le differenze significative, oltre che delle diverse annate, anche tra differenti territori del Barolo. La variegata origine geologica del comprensorio contribuisce a connotare in modo determinante i vini di questa splendida terra che non smetterà mai di sorprenderci.



