Varramista, la storia e il Syrah

Fattoria Varramista è un luogo fuori dal tempo che, negli ultimi sei secoli, ha ospitato intellettuali, volti noti della scena artistica, culturale e imprenditoriale italiana e internazionale. Si estende per circa 400 ettari nel comune di Montopoli in Val d’Arno in province di Pisa, tra due vallate formatesi grazie allo scorrere del fiume Arno tra Empoli, Lucca e Livorno, non lontano da Firenze, capitale del Rinascimento italiano.

Si racconta che Varramista fu donata dalla Repubblica di Firenze a Gino di Neri Capponi che nel 1406, al comando delle milizie fiorentine, vinse sulla città di Pisa. Tra le più illustri della storia fiorentina e italiana sin dal XII secolo, la famiglia Capponi costruì la villa come avamposto contro i pisani. La progettazione si deve a Bartolomeo Ammannati, celebre architetto fiorentino della corte medicea, che collaborò alla trasformazione di Palazzo Pitti e alla realizzazione della Fontana del Nettuno della Signoria a Firenze. L’edificio principale fu completato dopo circa un secolo nel 1589, come indicato nelle incisioni sotto il tetto. I Capponi restarono proprietari della villa fino al 1900, ospitando nel corso dei secoli illustri personaggi come Alessandro Manzoni.

Nel secondo dopoguerra la tenuta viene acquistata da Enrico Piaggio, quando lo stabilimento di Pontedera comincia a produrre la “vespa”. Nel suo pieno splendore, ospita alcuni tra i protagonisti delle cronache italiane come il conte Emilio Pucci di Barsento, Marcello Mastroianni, il conte Clemente Zileri dal Verme, la contessa Franca Spalletti Trivelli. Nel 1959 vi si celebreno le nozze tra Antonella Bechi Piaggio duchessa Visconti di Modronee Umberto Agnelli.

Negli anni ’90 Giovanni Alberto Agnelli sceglie Varramista come propria residenza. Si occupa della riconversione dei vigneti dando vita ai vini più pregiati della tenuta. Varramista ospita nel 1996 il suo matrimonio con Avery Howe. Dopo la scomparsa di Giovannino Agnelli, la madre, Antonella Bechi Piaggio, apre le porte della tenuta al mondo, promuovendone lo stile.

Nell’area dove si trova Varramista il cambiamento climatico non si avverte in modo particolare, grazie ad un poggio che si eleva verso il Mar Tirreno e ripara le vigne dalle correnti caldo-umide. Anche la conformazione dei terreni di medio impasto, tra limo, argille e sabbie marine plioceniche aiuta una viticultura di qualità.

Il vigneto si estende per solo una decina di ettari, a vantaggio della cura riservata a ogni pianta. Nel corso del tempo sono state premiate le varietà di Sangiovese e Syrah. Le rese sono bassissime con il massimo riguardo nella conduzione agronomica, dal germoglio al grappolo. La raccolta prevede un’attenta selezione degli acini, sempre in base all’andamento climatico. Tutta la produzione è biologica certificata a partire dalla vendemmia 2021

Il vino che raccontiamo oggi è il Varramista, Syrah in purezza ed emblema dell’azienda. Il vigneto, condotto con sistema d’impianto a cordone speronato, si estende per un ettaro e mezzo con esposizione sud-sudovest e con pendenze del 10%. La densità d’impianto è molto importante, ben 8000 piante per ettaro, inducendo una competizione delle radici nell’accaparramento di acqua e sostante nutritive, innalzando quindi la qualità media del prodotto finale.

In cantina, la vinificazione, a cappello scoperto avviene con uso di lieviti indigeni, con più rimontaggi giornalieri per permettere buone estrazioni ed una corretta ossigenazione. Il vino, prima di essere messo in commercio, affina per 15 mesi in barrique e per circa 2 anni in bottiglia.

Al Life of Wine abbiamo degustato ben quattro annate: vediamo com’è andata.

Varramista 2019

L’annata è stata tra le più equilibrate del decennio. La primavera ha registrato temperature e piovosità nella media, con un germogliamento piuttosto tardivo ad inizio aprile e fioritura a fine maggio. L’estate non molto piovosa ha consentito un’ottima maturazione delle uve e vendemmia a metà settembre.

Vino di color rosso rubino con bagliori violacei, al naso avvertiamo sentori floreali di garofano, fruttati di ribes e mora con nuance erbacee e finale pepato. In bocca il vino è ancora molto dinamico, con una freschezza dominante che dimostra tutta la sua gioventù. Tannino protagonista e di ottima fattura di un vino che ha una lunga chiusura su toni balsamici.

Varramista 2017

Millesimo che si ricorda per temperature decisamente superiori alle medie stagionali. L’inverno e la primavera sono stati miti e asciutti ed hanno portato ad un germogliamento anticipato a fine marzo. Sfortunatamente, una gelata tardiva di metà aprile ha compromesso parte dei vigneti. Solo le zone sommitali non hanno risentito delle basse temperature permettendo di salvaguardare la produzione delle parcelle più vocate. L’estate è stata molto calda ed ha determinato una vendemmia anticipata a fine agosto.

Il vino mostra un colore rubino con sfumature granato. L’olfatto propone sentori floreali e fruttati come more, ciliegia in confettura, quindi erbe aromatiche, spezie orientali, tabacco e toni d’incenso nel finale. Il sorso è profondo, la freschezza è ben bilanciata da una bella morbidezza, con un tannino ancora molto ben presente. Finale con retrolfatto pepato.

Varramista 2016

Con una primavera abbastanza piovosa e un’estate calda intervallata da qualche sporadico rovescio, l’annata è stata caratterizzata da una buona regolarità che ha portato anche ad un equilibrio nelle fasi fenologiche che si sono succedute nei canonici periodi: germogliamento ad inizio aprile, fioritura nell’ultima decade di maggio e vendemmia ad inizio settembre.

Il millesimo ci consegna un vino dal carattere deciso. Il colore è rubino vivace, trasparente e luminoso. Al naso percepiamo subito sentori floreali di lavanda e geranio, quindi speziati di pepe rosa, una variegata gamma di piccoli frutti rossi selvatici, come mirtillo, prugne, per poi passare ai balsamici di menta e macchia mediterranea. Spettro olfattivo davvero ampio e piacevole. In bocca l’acidità rende il vino dinamico, il tannino è serico, con un profilo che lo fa sembrare più giovane rispetto al precedente campione. Chiude lungo su raffinati toni balsamici. Questo Varramista è appena all’inizio di un lungo cammino evolutivo.

Varramista 2005

L’annata è stata mediamente secca e fresca. Il germogliamento ha avuto luogo ad inizio aprile e la fioritura a fine maggio, in modo piuttosto regolare. La pioggia si è concentrata a fine estate, contribuendo ad una più lenta maturazione delle uve, con vendemmia nell’ultima decade di settembre.

Il vino si presenta di colore granato con riflessi aranciati. Al naso evidenzia uno spettro olfattivo su toni scuri, con sottobosco in evidenza, quindi frutti di bosco in confettura, amarena sotto spirito, violetta appassita, spezie ed incenso. In bocca il vino colpisce per una vivida freschezza, anche se smorzata da una maggiore morbidezza, dovuto al lungo periodo trascorso in bottiglia, con tannini molto levigati e dolci. Chiude su una lunga scia sapida su toni mentolati. Vino elegante, di categoria superiore che colpisce ed affascina ad ogni sorso. Nonostante la maggiore età, questo campione avrebbe avuto ancora una lunga vita davanti a sé.

Bellissima verticale, con vini integri, differenti, in grado di affrontare il tempo, ciascuno con la propria personalità. Sarebbe molto bello ripetere l’esperienza in futuro, aggiungendo possibilmente i campioni di qualche altro millesimo.

pubblicato in:
Vino Rosso

Prima per me il vino era bianco o rosso, ogni tanto una via di mezzo, talvolta aveva le bollicine o era dolce. Poi ho iniziato questo viaggio nella conoscenza del vino, delle sue moltissime espressioni e tipologie, degli innumerevoli territori vocati. Ho incontrato personaggi meravigliosi, con cui è sempre possibile stupirsi, talvolta emozionarsi, degustando un calice di vino.

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